Perfect Days: vivere a Medellín

Perfect Days è la nuova rubrica che chiede a persone più o meno note in giro per il mondo di raccontare un giorno di perfetta normalità

Inizia qui una nuova rubrica, Perfect Days. È un omaggio al fantastico film di Wim Wenders che ho visto la sera di Capodanno 2024 nel mio cinema del cuore, l’Anteo di Milano. Mentre rientravo tra botti e fuochi d’artificio riflettevo su quanto poco valore diamo alla nostra quotidianità, che ha di sicuro momenti di poesia. D’ora in avanti chiederò a persone più o meno note di raccontarmi il proprio giorno di perfetta normalità. Inizio con Valentina Agudelo, talentuosissima colombiana, mia ex studentessa al Master IED dove insegno Fashion Journalism. Ora è rientrata a Medellín, ma anche dall’altra parte dell’Oceano contribuirà ad animare questo sito.

Soy Colombiana! Sono una donna che è tornata nel suo paese dopo aver vissuto in Italia per poco più di un anno. E, a dire il vero, un giorno della mia vita oggi non assomiglia per niente a quella milanese, né tanto meno alla routine prima di partire per l’Italia.

In Europa si cammina, si vive la città sotto il sole rovente o al freddo pungente. Nella mia città natale, Medellín, le montagne inondano il paesaggio e lo spessore del verde nasconde il cemento. Qui arrampicarsi e scivolare giù sono le uniche opzioni. Mi mancano i passi incoraggianti che ogni mattina a Milano mi accompagnavano alla fermata del tram. Oggi mi alzo e mi metto subito in macchina dove canto a squarciagola. Qui non sembro la pazza che cantava sui marciapiedi.

Inizio la giornata molto presto, da buona colombiana. Alle 6.00 sono già sveglia da un po’, alle 7.30 sono in palestra e alle 10.00 sono pronta ad affrontare le situazioni che ogni nuovo giorno porta con sé. Ricordo le espressioni terrorizzate dei miei amici europei quando gli raccontavo che, anni fa, iniziavo le lezioni all’università alle 6.00, eh si… del mattino. In Colombia c’è un famoso detto che dice “al que madruga, Dios le ayuda” (il mattino ha l’oro in bocca) e insomma, trovandomi a Milano, ero grata che Dio non sembrasse controllare anche gli orari oltre i confini della mia nazione.

Il resto della mia giornata è una sorpresa, controllata, ma comunque inedita; nessuna assomiglia alla precedente. Da oggi scrivo per questo sito e qui ne approfitto per presentarmi. Altri giorni mi occupo dei clienti dell’azienda per cui lavoravo 8 ore al giorno prima della mia esperienza lombarda, un lavoro che ho continuato a svolgere: disegno, controllo materiali e fornitori. Faccio anche styling freelance e gestisco il mio marchio di moda sostenibile... praticamente, in una settimana posso avere mille vite.

Nel tempo libero, mi piace leggere un buon libro e frequentare dei piccoli caffè. Dopo aver vissuto tanto tempo fuori casa, mi sento come se stessi riscoprendo Medellín. È diventata una città molto turistica e ora Provenza, la zona con più ristoranti e bar, è sempre invasa da stranieri in cerca di feste. Questo è stato un invito per noi locali a uscire dalla comfort zone e a cercare piani diversi, soprattutto nella periferia della città. Anche la mia famiglia si è trasferita in questa zona, quindi per me è tutto diverso, ma eccitante. Mi piace mangiare in ristoranti nuovi e approfitto dell’occasione per rivedere i miei amici. Nei fine settimana faccio pilates, faccio delle passeggiate con il mio cane e cerco di prendere il sole che mi è mancato tanto (emotivamente e fisicamente), soprattutto negli ultimi mesi dell’implacabile inverno europeo.

Credo fermamente nel potere della parola. La parola è permanente, può costruire e distruggere, unificare e dividere. Permette di sognare, ma anche di radicarsi nella realtà. Per me la parola significa onestà, perché ogni volta che mi rileggo posso sentire di nuovo con chiarezza, capire con amore e ricordare con gratitudine. Prima e dopo l’Italia, ci sono delle costanti: la voglia di tenersi occupati, l’insaziabile fame di imparare e l’amore per la scrittura che non appassirà mai. E indipendentemente dal momento della vita in cui mi trovo, ogni giorno mi sveglio con l’obiettivo di imparare di più e finisco con un libro in una mano e una matita nell’altra. La certezza è che tra qualche mese, quando rileggerò questo pezzo, ricorderò che mentre stavo scoprendo quale sarebbe stato il mio prossimo destino, la mia penna era già pronta a scriverlo con me.

Valentina Agudelo
Valentina Agudelo
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