Il debutto di Pierre-Louis Mascia: ode alla gentilezza

Il sogno cromatico di Pierre-Louis Mascia sfila a Firenze come guest designer di Pitti Uomo 106 tra danze ancestrali e sfumature di seta

Da oggi la giovane penna di Aurora Mandelli mi aiuterà a raccontarvi ciò che di speciale ci colpisce nel mondo della moda e non solo. Grazie Aurora per il tuo entusiasmo. Ed ecco a voi il suo racconto del debutto in passerella di Pierre-Louis Mascia a Firenze, durante la edizione 106 di Pitti Uomo.

«Nessuno di noi cerca di riprodurre direttamente la natura. Cerchiamo di dare una forma artistica all’universo interiore, cioè all’esperienza spirituale». Sono le parole di Vasilij Kandinsky a traghettarci nel delicato universo della collezione Le Cavalier Bleu primavera-estate 2025 di Pierre-Louis Mascia. A Firenze è stato tra i protagonisti della edizione 106 di Pitti Uomo e con la sua prima volta in passerella ha voluto rendere omaggio non solo allo stile pittorico dell’astrattismo, ma alla sua filosofia tout court. Riassunta in poche parole? Trascendere il dualismo imposto, con gentilezza e mediante il suono del colore.

Otto ballerini, la voce di Mélanie Chartreux e sonorità quasi psichedeliche. Così la poetica del pittore russo diventa abito e performance allegorica sulla passerella già pregna di luce allo scoccare della golden hour. Ispirata al dipinto La Danza di Henri Matisse – artista-manifesto dell’avanguardia Fauves, nonché corrispettivo francese del gruppo tedesco Der Blaue Reiter di Kandinsky – la mise-en-scène si evolve in un cerchio simbiotico coreografato da Pierre Rigal, come se i corpi dei singoli individui fossero un tutt’uno tra le suggestive vetrate liberty del Tepidarium Giacomo Roster.

«Creare è la domanda che facciamo al mondo per capire ciò che stiamo facendo. Ho immaginato gli studenti delle scuole d’arte invadere il palco, con la loro tavolozza, i loro pennelli, la loro immaginazione» dichiara il designer di Toulouse a proposito della collezione. A dominare la scena, ecco i tipici motivi floreali e geometrici delle stampe, ovvero il punto di partenza per l’ideazione dei modelli, che vengono declinati su ogni silhouette tracciandone i contorni: «Ho pensato con i disegni. Poi è arrivato il prodotto tangibile». Troviamo gonne evanescenti, lucide tuniche che richiamano l’Oriente e strizzano l’occhio al lavoro di Monsieur Saint Laurent, caleidoscopici ensemble in seta e preziosi capispalla dégradé. Il tutto completato da spille, perle, perline, scialli sfrangiati. E imbevuto in una palette cromatica terrosa mixata alle tonalità vitaminiche dell’arancio, del rosso e del fucsia.

Con questo primo défilé, il marchio segna il suo «ingresso nell’età adulta», dove «gli abiti sono diventati gesti, atteggiamenti» mossi da un senso profondo di gentilezza. Una lente attraverso la quale vedere il mondo, ma anche una via per dialogare gli uni con gli altri, percorsa fin dal suo esordio quindici anni fa attraverso una collezione di sciarpe, che lo stilista paragona teneramente a carezze. Lasciandoci immersi nel movimento delle idee, che genera arte, quindi libertà, il messaggio di Pierre-Louis suona come un invito universale, forse più che mai necessario. «Let’s be gentle».

Aurora Mandelli
Aurora Mandelli
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